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Città di Ragusa
Cenni storici

Ragusa venne forse fondata dai Ragusei di Dalmazia (Ragusa in serbo-croato è Dubrovnik) sulle rovine di quella Hybla Heraea sotto le cui mura moriva nel 491 a.C. Ippocrate di Gela. Nella zona, il centro più importante dell'epoca (e fino al XVIII secolo) era Modica e le grotte naturali che vi si trovano possono far pensare ad origini lontane (neolitico?).
Certamente Modica, nel V secolo a.C. apparteneva al tiranno Gelone e partecipò alla rivolta dei Siculi capitanata da Ducezio. La città si arrese ai Romani subito dopo la conquista di Siracusa e la sua economia subì una grave crisi destinata a concludersi solo in epoca normanna, quando la contea di Modica (che comprendeva Ragusa inferiore) divenne veramente importante grazie ai suoi potenti feudatari che erano in grado di influenzare la politica dei re aragonesi e spagnoli.
Dopo i Vespri siciliani, la contea divenne feudo di Manfredi I Chiaramonte ed incrementò la sua importanza diventando, nel XIV secolo, centro principale dell'attività politica siciliana. Quando la famiglia Chiaramonte si estinse dopo la decapitazione del suo ultimo reppresentante, arrivarono in Sicilia i Martini e con essi il potere passò nelle mani di Bernardo Cabrera e dei suoi discendenti fino al 1702.
Nel 1693 Modica subì i gravissimi danni del terremoto e non riuscì più a riacquistare l'antica importanza anche perché, durante la guerra di successione spagnola (1702), tentò di ribellarsi a favore di Carlo d'Austria suscitando la reazione di Filippo V che represse il tentativo e fece annettere la contea al fisco dei re di Spagna. Ceduta l'isola all'Austria nel 1720, Carlo VI la infeudava di nuovo alla famiglia Cabrera che la tennero fino al 1816. Fu in quegli anni che Paolo Balsamo potè documentare e denunciare i gravi danni arrecati ad un paese da un'economia anacronistica sia nella struttura che nelle tecniche.
Con la fine della contea di Modica cominciava l'autonomia dei paesi ad essa legati senza però che questo cambiasse alcunchè nella loro vita. Nel 1798-99 si verificarono tumulti (facilmente repressi) a causa dell'aumento del prezzo del pane.
Le tristi condizioni economiche e morali della popolazione rurale e borghese della zona giustificano la scarsa partecipazione ai numerosi moti che caratterizzarono la vita della Sicilia nella prima metà del XIX secolo. Le repressioni poliziesche si fecero più frequenti e più dure ma non impedirono del tutto la diffusione dei movimenti democratici che nacquero in Sicilia nel 1848.
Dopo lo sbarco dei Mille e l'annessione all'Italia si incrementò la strapotenza delle consorterie locali che si alimentavano nel quadro di quelle caratteristiche secolari della cultura locale derivate dalla tradizione spagnola (omertà, arretratezza, indolenza, scarsa iniziativa e perseveranza, clientelismo, avidità di impieghi). Le strade erano assolutamente insufficienti (la più importante era la Modica-Ragusa, costruita nel 1835): si trattava quasi esclusivamente delle cosiddette antiche "trazzere", acciottolate e pericolose.
Era impossibile dare il via a qualunque progetto di bonifica agraria senza vie di comunicazione e così diversi centri abitati rimasero isolati, lontani da qualunque controllo pubblico e dunque facile dominio della mafia. Neanche dalla confisca dei beni della Chiesa i contadini trassero alcun vantaggio poiché, alle corporazioni religiose, si sostituirono i nobili creando un nuovo latifondismo.
Ragusa Inferiore divenne comune autonomo solo nel dicembre del 1865, dietro continue insistenze della popolazione che, proprio in quel periodo, vide chiudere l'unica filanda di cotone che dava lavoro ad un centinaio di abitanti del paese. Le condizioni di vita peggiorarono ulteriormente e nel 1901 le persone abitavano in buona parte nelle grotte e svolgevano prevalentemente attività agricole come nel resto della zona.
La quasi totalità della popolazione era analfabeta e non accettava alcun cambiamento nelle tecniche agricole che peraltro non venivano incentivate nemmeno dal governo impedendo qualunque tipo di concorrenza con le produzioni di altri paesi. Il prezzo dei raccolti poteva così subire un calo drastico in breve tempo e i salari dei braccianti erano incredibilmente bassi, la vita in generale era poverissima e questo scatenava spesso violente rivolte.
A Ragusa nel 1899 venne costituita una lega operaia con lo scopo di mantenere stabile il livello dei salari e successivamente venne approvato lo statuto del fascio dei lavoratori che raccoglieva in due sezioni i lavoratori della città e quelli della campagna, proponendosi di farne rispettare i diritti. Nonostante ciò, la partecipazione ai moti del 1839 fu molto scarsa.
Ben presto cominciò l'emigrazione verso l'America ma si ebbero anche le prime esperienze delle società di mutuo soccorso. Anche il partito socialista modificò la sua linea privilegiando la diffusione di una coscienza più matura fra i lavoratori e di una maggiore fiducia attraverso la costituzione di cooperative e leghe agricole e la pubblicazione di alcuni giornali.
Nel 1899 sorgeva anche una cooperativa cattolica a Ragusa Superiore e altre ne nacquero nella zona grazie all'opera di Don Sturzo. Questa trasformazione avvenne purtroppo nel periodo in cui le migliori forze-lavoro erano impegnate in guerra (in Libia e in Europa) e tutto il settore era in una situazione di stallo. Venne poi il fascismo e nel gennaio del 1927 Ragusa Inferiore venne fatta provincia con regio decreto.
Tutta la zona ebbe un certo risveglio solo dopo la costituzione della repubblica italiana e la conquista dell'autonomia della regione Sicilia. Finalmente Ragusa venne collegata a Siracusa, Agrigento e Catania da nuove strade e sorsero molte nuove scuole ma, ancora nel 1955, gli alunni che le frequentavano oltre il livello delle elementari erano veramente pochi.
Negli anni cinquanta e sessanta, oltre all'agricoltura sono presenti occasioni di lavoro solo nel settore dell'estrazione e dalla lavorazione del petrolio, alcune frazioni sono ancora senza corrente elettrica, il reddito individuale è uno dei più bassi d'Italia. Anche se tutto questo sembra molto poco rispetto ad altre zone, si tratta comunque di un primo affrancarsi da condizioni secolari di povertà estrema.

Nota della Redazione di Info Turismo Italia
la sintesi storica qui pubblicata deriva da ricerca diretta su testi storici e bibliografici, ferma comunque ogni disponibilità per approfondimenti ed ampliamenti da parte di chi fosse direttamente interessato sia a livello personale che istituzionale. Per ogni rilievo o puntualizzazione si prega indirizzare a:



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