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Messina fu fondata probabilmente da Calcidesi di Cuma, di Nasso e dell'Eubea nel 725 a.C. circa e le fu dato il nome di Zancle, che in greco significa 'falce', per la forma della penisola che ne chiudeva il porto; tuttavia, secondo Tucidide, sul territorio abitavano già i Siculi che la chiamarono Zancle anche in onore del loro re Zanclo o Zancleo.
L'insediamento si sviluppò presto fondando a sua volta le colonie di Mylai (Milazzo) tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del VII e quella di Imera nel 648 a.C. circa. Nel V secolo a.C. Zancle veniva occupata da vari gruppi di Joni di Samo e di Mileto sostenuti da Anassila, tiranno di Reggio, che voleva estendere il suo dominio sull'altra sponda dello stretto. Qualche tempo dopo infatti, il tiranno li cacciò e li sostituì con Messeni assicurandosi il controllo dello stretto. Questi cambiarono il nome della città in Messana o Messene.
Dopo un decennio Messina riuscì a rendersi indipendente per un breve periodo fino a quando il partito dorico riprese il potere su quello ionico e le diede il nome definitivo di Messanion o Messana. La conflittualità fra le due fazioni caratterizzò a lungo la vita della città che si ritrovò costantemente divisa in una sorta di pendolarismo politico che la trascinava in alleanze con i cartaginesi o con gli spartani, con Atene o con Siracusa.
Nonostante le lotte intestine, Messina raggiunse un alto grado di prosperità finchè non fu distrutta dai cartaginesi nel 396. Ricostruita quasi subito da Dionigi il Vecchio di Siracusa che ne fece una sua colonia militare, venne da lui salvata una seconda volta dalla distruzione tentata dai cartaginesi nel 393.
La città fu poi soggetta alla dittatura di Ippone, a Timoleonte e infine ad Agatocle, dopo la cui morte cadde nelle mani dei Mamertini (mercenari italici al servizio di Siracusa). Sconfitti da Gerone II di Siracusa intorno al 265 a.C., i Mamertini chiesero aiuto prima ai Cartaginesi e poi ai Romani che liberarono la città dal successivo assedio di Gerone e dei Cartaginesi.
Tale conflitto fu all'origine della guerra punica (264-241) al termine della quale Messina ottenne lo statuto di città libera e federata e divenne la più importante base navale dei Romani, ai quali rimase fedele anche nel periodo della ribellione servile. Questo atteggiamento le fruttò notevoli vantaggi e un periodo di prosperità materiale che le permise di superare anche il periodo durante il quale la Sicilia fu spietatamente sfruttata da Licinio Verre.
Durante la lotta fra Ottaviano e Sesto Pompeo, la città si schierò a favore del secondo e subì per questo il saccheggio di Ottaviano che però non vi stabilì una colonia, mantenendo la città libera. Un secondo trattamento di favore permise a Messina di restare tra gli "oppida civium Romanorum" dopo il trionfo di Augusto, mentre il resto della Sicilia veniva diviso in "coloniae" e "municipia".
Dopo la decadenza dell'Impero Romano d'Occidente, continuò ad avere grande importanza sotto il dominio dei Bizantini e godette di una relativa libertà amministrativa.
Nell'843 Messina fu conquistata dai Saraceni ai quali si oppose con forza temendo di perdere sia la libertà religiosa (la popolazione aderiva profondamente al cristianesimo fin da tempi remotissimi) che i privilegi mantenuti con i Romani e con Bisanzio.
Il potere arabo si mantenne per oltre due secoli trasformando la città in una stazione militare di sbarramento dello stretto e a difesa della via per Palermo e per l'interno dell'isola. Molti cittadini abbandonarono la città ormai in decadenza e alcuni si rifugiarono a Rametta (ora Rometta) che diventò una vera e propria roccaforte della resistenza messinese alla dominazione saracena.
L'indipendenza di Rametta (rimasta nominalmente bizantina) durò fino al 965 anno in cui, dopo molti tentativi, i musulmani riuscirono ad impadronirsene. L'esperienza di autogoverno diede ai messinesi tradizioni libere e un forte desiderio di mantenersi indipendenti dal potere centrale.
Gli esuli fecero ritorno nella città quando gli Arabi vennero cacciati dal conte Ruggero nel 1061. Da quel momento iniziò per Messina un periodo di prosperità e di sviluppo economico e sociale che creò le premesse per l'autonomia giudiziaria e amministrativa e soprattutto per la posizione di priorità che Messina avrebbe raggiunto nei secoli seguenti.
D'altra parte, il periodo della conquista normanna coincideva con le crociate che determinarono un intensificarsi straordinario dei commerci fra Oriente ed Occidente. Quando la Sicilia passò sotto il dominio degli Svevi con Federico II (fine del XII secolo), Messina fu sempre molto gelosa del suo libero sviluppo e più volte insorse contro quelli che riteneva essere abusi operati nei confronti dei diritti da tempo acquisiti.
Dopo aver avuto parte notevole nei Vespri siciliani, la città fu assediata dal re di Sicilia Carlo I d'Angiò (1282) che però non riuscì a conquistarla a causa dell'intervento della flotta aragonese.
Nel XVI secolo fu elevata a capitale degli aragonesi che le conferirono vari privilegi.
Passò poi sotto la dominazione spagnola ma le ampie autonomie municipali di cui godeva non erano gradite agli Spagnoli che tentarono di sopprimerle. Questo provocò la ribellione dei messinesi nel 1674 e re Luigi XIV inviò in loro aiuto una flotta al comando dell'ammiraglio Duquesne.
La resistenza durò quattro anni e terminò nel 1678: privata dell'autonomia politica e amministrativa, Messina perse la sua importanza per molti anni.
Lentamente rifiorì ma subì varie calamità come la peste del 1743 che uccise 40.000 persone e il terremoto del 1783.
I Borboni oppressero duramente la città e ne fecero un centro militare.
La popolazione partecipò ai moti insurrezionali del 1820-21 e del 1847-48.
Nel 1848 Federico II ("re bomba") fece bombardare pesantemente la città che venne poi occupata dalle truppe borboniche al comando del Filangieri. Le forze garibaldine la liberarono nel 1860.
Messina subì la disgrazia del terremoto ancora due volte nel 1894 e nel 1908 quando venne completamente distrutta. Fu poi ricostruita e danneggiata ancora dai bombardamenti aerei e terrestri della seconda guerra mondiale. Fu occupata dalle truppe alleate nell'agosto del 1943.
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