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La città fu fondata da coloni di Gela (Dori) nel 581-580 a.C., ma vi si trovano numerose testimonianze del periodo preistorico, in particolare del neolitico. Il territorio era infatti già abitato da Siculi e Greci.
La posizione geografica favorevole e la fertilità del territorio, oltre alla posizione intermedia fra Eraclea e Gela, fornirono all'antica Akragas le fondamenta della prosperità fin dal periodo in cui era governata dal tiranno Terone.
Dopo appena dieci anni dalla fondazione, Agrigento cominciò ad espandersi verso l'entroterra e ad imporre il proprio dominio sulle città vicine. La concorrenza con Cartagine accompagnò a lungo la vita della città che aveva intensi scambi commerciali con l'Africa e dovette difendersi più volte dall'invadenza punica.
Nel V secolo i greci costruirono ad Agrigento templi grandiosi considerati come la maggiore testimonianza della loro civiltà al di fuori di Atene.
Verso la fine del secolo, Agrigento subì una grave sconfitta nella lotta contro Cartagine e venne saccheggiata e devastata. La ricostruzione fu subito avviata e la città si riprese prontamente ma nel corso del III secolo a.C. fu occupata e saccheggiata altre due volte.
I cartaginesi furono quindi protagonisti fino al momento in cui i Romani conquistarono la città (210 a.C.) portando un periodo di tregua. Inizialmente, Agrigento fu civitas decumana poi, nel 43 a.C., acquistò la cittadinanza conservando durante l'impero una notevole importanza economica.
I commerci furono incrementati dagli scambi con la penisola e cominciò a crescere una borghesia florida e numerosa che rimase anche nei secoli successivi fino al IV- V d.C. L'arrivo dei Vandali provocò una contrazione dei commerci con conseguente impoverimento della popolazione che cominciò a lasciare in massa la città.
I Goti ristabilirono una certa serenità e Agrigento riprese gli scambi con Roma. A metà del VII secolo si assistette ad una nuova drammatica crisi dovuta all'insediamento islamico nel Nord Africa: le incursioni continue sulle coste determinarono l'arresto dei commerci, si diffuse invece il commercio di schiavi (cittadini siciliani catturati durante le incursioni) fino in Oriente.
Dopo un periodo oscuro, la città fu occupata dai Musulmani nell'827: essi prima la distrussero poi la riedificarono più in alto come fortezza ma, soprattutto, la valorizzarono come scalo militare e commerciale, riprendendo gli scambi con l'Africa. La popolazione aumentò sensibilmente e rapidamente, come pure le dimensioni del centro urbano che cambiò moltissimo: il porto fu ricostruito nell'odierna Porto Empedocle che diventerà comune autonomo dopo l'Unità d'Italia.
Sotto il governo dei Musulmani, Agrigento diventò la seconda cittàdella Sicilia, porto del grano e del sale, con un vantaggioso giro di affari. La composizione etnica e religiosa della popolazione era influenzata in parte dal gruppo berbero-maghrebino e in parte dal gruppo musulmano (maggioritario).
I Normanni (Ruggero d'Altavilla) giunsero nell'isola intorno al 1086, attirati anche da uno dei signori musulmani che dominavano la Sicilia del tempo, che aveva lo scopo di prevalere sul rivale, proprietario della vasta signoria comprendente anche Agrigento.
La città non risentì negativamente dell'occupazione normanna e, a metà del XII secolo, veniva descritta come un centro ricco e meraviglioso.
Per tutto il XIII secolo Agrigento (chiamata Girgenti) sostenne incursioni arabe. La lotta fra cristiani e musulmani venne risolta da Federico II con la deportazione dei musulmani.
Si arrestò comunque lo sviluppo edilizio, si ridussero sensibilmente i proventi del commercio che veniva svolto prevalentemente da forestieri che non investivano nella città e venne a mancare anche un artigianato che sfruttasse le risorse locali. La decadenza investì anche il porto quando Federico II promosse la costituzione di un porto a Licata e la fondazione di Terranova dove prima sorgeva Gela.
Ai primi del XIV secolo il feudalesimo si diffuse molto sul territorio creando un ceto dominante quando, nei paesi più avanzati, sembrava scomparire. In quel periodo Agrigento fu feudo dei Chiaromonte che furono cacciati solo nel 1392.
La città seguì poi le sorti della Sicilia sotto l'amministrazione spagnola e borbonica, durante la quale si verificò una grave carestia (1648). Dal XVI al XVIII secolo la città non ebbe sviluppo demografico nè urbano.
Il 15 maggio 1860, Agrigento rispose al proclama di Garibaldi con una sollevazione popolare e si unì agli insorti. Durante la seconda guerra mondiale, subì diversi bombardamenti e gli alleati vi arrivarono nel luglio del 1943.
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